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Interviste ai protagostini di Phillip Island.
DOPPIO TRIONFO DAVANTI AL PUBBLICO DI CASA PER BAYLISS (DUCATI INFOSTRADA) - XAUS (DUCATI INFOSTRADA) DUE VOLTE TERZO - QUARTO E QUINTO PER BOSTROM (DUCATI L&M)

Terza e quarta vittoria consecutiva per il campione iridato Troy Bayliss (Ducati Infostrada) davanti al pubblico di casa oggi sul circuito australiano di Phillip Island. Il 32enne di Taree, che diventa così il primo pilota nella storia del Mondiale Superbike ad aggiudicarsi le prime quattro gare del campionato, ha trionfato in perfette condizioni climatiche davanti a 57.000 spettatori e ora conduce il campionato con il massimo punteggio (100 punti). La battaglia per la vittoria in entrambe le gare ha visto come protagonisti Troy e il suo rivale texano, Colin Edwards (Honda), due volte secondo. Due podi anche per Ruben Xaus (Ducati Infostrada), mentre Ben Bostrom (Ducati L&M) raccoglie altri punti preziosi per il campionato con un quarto e un quinto posto.

"E' stato un weekend favoloso davanti al mio pubblico di casa, peccato per la Superpole altrimenti sarebbe stato il massimo!" ha dichiarato Troy. "La mia 998 ha funzionato alla perfezione e anche le gomme Michelin hanno garantito eccellenti prestazioni. Le gare non sono state affatto semplici poiché, quando stavo dietro a Colin, era difficile uscire dalla sua scia e ho dovuto tirare fuori tutte le mie risorse negli ultimi giri per riuscirci. Verso la fine di gara 2, aspettavo il ritorno di Colin, ma i ragazzi dal box mi hanno segnalato un distacco considerevole, quindi gli ultimi due giri sono stati quasi una passeggiata. Il problema che mi ha perseguito per tutto il weekend è stato il 'megaschermo' istallato su Lukey Heights, che mi distraeva ad ogni passaggio, così nella seconda gara mi sono impegnato a non guardarlo più! Tutto sommato non potevo aspettarmi un inizio di stagione migliore, ma ci sono ancora tante gare e può succedere di tutto!".

I migliori risultati della stagione finora per il compagno di squadra di Troy, Ruben Xaus (Ducati Infostrada), che ha battagliato per conquistare il podio in entrambe le gare, dopo due partenze lente. Due terzi posti e 32 punti per lo spagnolo, che ha dichiarato: "Le due gare non sono state facili, ma appena sono riuscito a superare i piloti gommati Dunlop che mi precedevano, le cose sono andate meglio. Salire sul podio due volte a Phillip Island rappresenta un risultato molto importante per me, perché significa che sto imparando e sto crescendo gara dopo gara. Non ho avuto due buone partenze e credo di aver consumato un po' le gomme cercando di recuperare su chi mi precedeva. Sono pienamente soddisfatto perché se continuiamo così, so che possiamo lottare per il podio in ogni gara del campionato".

Due gare difficili per Ben Bostrom (Ducati L&M) dietro il gruppo di testa, ma il californiano ha avuto la meglio su Hodgson (HM Plant Ducati) in gara 1 e poi su Haga (Aprilia) alla fine della seconda manche. "Gara 1 mi sembrava durare un'eternità" ha commentato Ben, "Sono contento del quarto posto, anche se io punto sempre alla vittoria e quando non sono in condizione di vincere, non riesco a divertirmi!. La moto andava bene, ero il più veloce in rettilineo, ma oggi ho avuto alcuni problemi con le gomme, e ho notato che anche Hodgson e Haga erano nella stessa situazione. Ho messo un pneumatico più morbido per la seconda gara ed qualche miglioramento si è visto, anche se l'ho rovinato un po' cercando di tenere il ritmo degli altri. Verso la fine ho cercato di raffreddare la gomma rimanendo in scia e subito ha cominciato a funzionare meglio, permettendomi di superare Haga a un giro dalla fine. Nell'ultimo giro ho tentato di superare Neil all'esterno dell'ultima curva per conquistare il quarto posto ma non avevo la trazione necessaria".

- Ecco le interviste ai campioni della Supersport -

Andrew Pitt
“Già era stato fantastico ottenere la mia prima pole position proprio sul circuito di casa mia, pensate quindi che gusto posso aver provato a vincere anche la mia prima corsa mondiale sulla stessa pista! Quasi non riesco ancora a crederci! Quella che ho sostenuto con Casoli è stata una battaglia epica; avevo individuato un paio di punti in cui avrei potuto attaccarlo verso la fine della corsa, ma poi non ne ho avuto bisogno. Lasciatemi sperare che questa sia la prima di tante altre vittorie nel corso della stagione”.

Piergiorgio Bontempi
“Se me l’avessero detto ieri che sarei arrivato secondo, non ci avrei creduto proprio. La moto è andata benissimo, anche se ho fatto una gran fatica a tenere all’inizio il passo degli altri; mi sono attaccato ad un certo punto alla Honda Ten Kate e ho constatato che in accelerazione letteralmente mi piantava in asso. Penso di ottenuto un gran risultato anche perché le piste come questa sono le mie preferite. Da adesso in avanti, però, bisognerà lavorare molto sul motore, altrimenti sarà molto difficile ripetersi”.

Fabien Foret
“Avrei potuto fare molto di più, forse anche vincere, se un altro pilota non mi fosse venuto addosso e non mi avesse costretto ad uscire di pista”

James Whitham
“So di non avere scuse per aver sciupato un’occasione di questo genere; posso solo dire che davvero non stavo tirando e che quindi non capisco perché la moto mi sia scivolata via da sotto. Il set-up era eccellente e nel warm-up avevo ottenuto il miglior tempo: tutto faceva pensare che in corsa avrei potuto fare grandi cose, invece...”.

Paolo Casoli
“Pitt aveva una guida molto aggressiva, ma la cosa non mi preoccupava più di tanto perché per me un primo o un secondo posto andavano comunque bene. Sono veramente dispiaciuto e confuso, perché non riesco a capire come mai la ruota davanti sia partita di brutto senza darmi il minimo preavviso”.

Alessio Corradi
“Portatemi a casa! Non ne posso più! Sono stanchissimo, distrutto. Però sono anche fuori di me dalla contentezza. Ho finito una corsa mondiale al decimo posto e l’ho fatto guidando per tutta la gara con la pedana sinistra rotta, che mi costringeva a poggiare il piede sul forcellone o dove capitava. Sbagliavo le marce, la pedana, che era rimasta volante, toccava per terra ad ogni curva a sinistra, ma andavo fortissimo. A un certo punto sono arrivato addosso a MacPherson ed ho urlato dentro il casco: “levati di lì, che ti tampono!”. Ho avuto anche i crampi alla gamba e adesso sto malissimo. Portatemi a casa!”

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